Grotta all’Onda è situata a 710 metri sul livello del mare alle pendici del monte Matanna, nella frazione di Casoli. Si tratta di una vasta cavità, ampia circa 40 metri per 60, che in origine doveva presentare numerosi cunicoli interni, oggi ostruiti. L’enorme cavità costituisce una delle più importanti testimonianze di frequentazione pressoché ininterrotta di una grotta, durante un lunghissimo periodo di tempo che va dalla preistoria fino a epoca recente. I primi utilizzatori della caverna furono i Neandertaliani, all’incirca 40.000 anni da oggi, che praticarono la caccia nell’area circostante alternandone la frequentazione con gli orsi delle caverne, che la utilizzavano come riparo per l’ibernazione invernale e di cui rimangono numerosissimi resti ossei, soprattutto di cuccioli, morti durante il loro primo letargo a causa delle scarse riserve di grasso.

I cacciatori del Paleolitico superiore (Homo Sapiens), tra 12.000 e 10.000 anni fa, abitarono la parte più esterna della grotta, dove allestirono un grande focolare che ha restituito numerosi strumenti in selce e diaspro e resti ossei degli animali cucinati. Nello stesso periodo una zona esterna sotto l’aggetto della grotta, venne destinata ad atelier-officina per la lavorazione della selce e del diaspro, come testimoniano i numerosi nuclei, lamelle, schegge e strumenti rinvenuti.

La grotta fu successivamente abitata, circa 5.900 anni fa, da agricoltori e pastori delle fasi finali del Neolitico, che vi praticarono le loro attività quotidiane, dalla fabbricazione dei vasi in terracotta, alla macinazione dei cereali, alla cucitura e filatura, alla lavorazione delle pelli e dell’osso oltre alla fabbricazione di utensili in pietra levigata, quali asce e accette per la lavorazione del legno. Sono inoltre stati rinvenuti numerosi ornamenti in pietra (scisto, marmo e steatite), pendagli in osso, dente e conchiglia e punteruoli in osso levigato ricavati da femori di erbivori. La grotta continuò a essere frequentata nella prima Età del rame, come dimostra il rinvenimento di numerosi ornamenti personali, punteruoli in osso, macine e i macinelli in arenaria, mentre cambiano le forme e le decorazioni dei recipienti in ceramica con grandi contenitori decorati a motivi ornamentali ottenuti con impressioni a “ditate”, “unghiate”, “bugne”, “pasticche schiacciate” e “tacche” realizzate con strumenti appuntiti. La grotta in questo periodo venne occasionalmente utilizzata anche per la sepoltura, come testimonia il rinvenimento di alcune ossa del cranio di 4 individui (2 bambini, 1 giovane, 1 adulto). Dopo l’Età del Bronzo e fino a epoca recente la grotta fu frequentata solo saltuariamente.

La grotta è facilmente raggiungibile a piedi, attraverso un sentiero che parte dalla frazione di Casoli in località “Tre scogli”. I materiali archeologici degli scavi effettuati negli anni 1914-1944 sono conservati in parte a Firenze al Museo fiorentino di preistoria, in parte a Calci presso il Museo di storia naturale dell’università di Pisa. I materiali archeologici provenienti dalle campagne di scavo effettuate dal museo di Camaiore, a partire dal 1996, sono conservati ed esposti a Camaiore presso il Civico museo archeologico.



 Grotta all’Onda – Tour Virtuale

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